PAC post 2020

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10 gennaio 2018

PAC post 2020, la Commissione punta su sussidiarietà e semplificazione

Novità previste per la Politica Agricola Comune post 2020 dalla Comunicazione della Commissione Europea. Un documento ambizioso che prevede una PAC forte a livello comunitario ma con maggiore spazio per l’autonomia degli Stati membri ed una semplificazione delle procedure.

 

Il 29 novembre scorso il Commissario all’Agricoltura Phil Hogan ha presentato alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo la Comunicazione della Commissione Europea sulla PAC post 2020 dal titolo “Il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione”. Il documento traccia il percorso lungo il quale si muoverà la Commissione nei prossimi mesi per dare attuazione alla riforma, fornendo i primi orientamenti per perseguire gli obiettivi di una politica agricola europea più sostenibile e in grado di rispondere al meglio alle future sfide ed opportunità.
Il percorso è ufficialmente iniziato lo scorso 2 febbraio con l’avvio della consultazione pubblica sul futuro della PAC, al fine di meglio comprendere come l’attuale politica avrebbe potuto essere semplificata e modernizzata; in tre mesi sono state raccolte le opinioni dei cittadini europei ricevendo oltre 320 mila pareri; la risposa è stata chiara: una PAC forte a livello UE ma più semplice e flessibile.
Parallelamente al dibattito sulla riforma della PAC è iniziata l’elaborazione del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea. Infatti il 28 giugno scorso è stato presentato il documento di riflessione sul futuro delle risorse UE, nel quale la Commissione Europea definisce una serie di opzioni e scenari sull’orientamento del prossimo bilancio che andrà inevitabilmente ad incidere anche sulla dotazione della PAC. Su tre scenari proposti, due prevedono una riduzione dal 15% al 30% della dotazione del bilancio UE mentre il terzo manterrebbe lo status quo. Tali diminuzioni avrebbero effetto anche sul budget complessivo della PAC che, da alcune simulazioni, subirebbe tagli da 3,4 miliardi a 9,7 miliardi di euro. Ipotesi di taglio che mal si concilia con gli ambiziosi obiettivi sui quali si vuole costruire la nuova Politica Agricola Comune. Inoltre, viene presa in considerazione anche l’ipotesi di un cofinanziamento nazionale dei pagamenti diretti (“rinazionalizzazione”) che per l’Italia significherebbe un onere aggiuntivo insostenibile per le casse dello Stato.  Infine, a complicare lo scenario, c’è la cosiddetta “Brexit” che avrà pesanti ricadute sul bilancio UE di circa 12 miliardi di euro stimati.

Sussidiarietà, Semplificazione, Risultati

La Comunicazione pone l’accento su tre aspetti che qualificheranno il processo di riforma: norme più semplici con meno burocrazia, approccio flessibile orientato ai risultati, più competenze agli Stati membri che avranno maggiori responsabilità nel raggiungimento dei risultati.
Si delinea quindi un approccio della Commissione meno prescrittivo e con maggiore sussidiarietà; si supera in tal modo l’attuale sistema basato su requisiti dettagliati, regole minuziose e verifiche rigorose con pesanti sanzioni. Tuttavia l’approccio ai risultati richiederà l’attivazione di un percorso concordato tra lo Stato Membro e la Commissione Europea nella definizione degli obiettivi da raggiungere e dei risultati attesi che dovranno essere realistici, adeguati e misurabili.
Ciò significherà semplificare la gestione evitando un’eccessiva regolamentazione, ma anche una maggiore responsabilità degli Stati Membri che dovranno progettare un accurato piano di verifica della realizzazione dei risultati nonché un quadro di conformità, comprensivo di controlli e sanzioni, da applicare ai beneficiari dei sussidi.
La riduzione dell’onere amministrativo dovrà necessariamente passare attraverso l’adozione sempre più ampia dei costi semplificati, il rafforzamento dei servizi di consulenza e soprattutto l’utilizzo sempre maggiore di nuove tecnologie nel settore agricolo (agricoltura di precisione, controllo satellitare, ecc.): il legame dell’agricoltura con la ricerca e l’innovazione sarà sempre più rilevante nel raggiungimento dei risultati economici delle aziende e nelle future sfide ambientali.

Piano Strategico

Ogni Stato Membro dovrà definire un “Piano Strategico” per la PAC comprensivo degli interventi sia del primo che del secondo pilastro. La flessibilità si attuerà quindi attraverso la personalizzazione degli interventi previsti nel piano: da un insieme di misure comuni si potrà scegliere la propria serie di opzioni preferite adattandole alle esigenze locali. Gli Stati Membri dovranno mettere a punto il piano strategico che comporterà una valutazione ex ante per individuare i fabbisogni, definire gli obiettivi e scegliere gli interventi più idonei al loro raggiungimento.
I piani dovranno comunque essere approvati dalla Commissione Europea la quale valuterà gli obiettivi proposti, in particolare la loro conformità alle priorità dell’Unione Europea e, nella sua finzione di garanzia, avrà il compito di verificare il rispetto delle norme di base e la rispondenza agli impegni presi a livello internazionale.
La Commissione sarà più attenta al monitoraggio costante dei progressi e al raggiungimento dei risultati concordati, anziché alla sorveglianza delle disposizioni regolamentari: rilevante sarà quindi l’affidabilità del monitoraggio e l’applicazione di indicatori solidi e misurabili.
Si passerà in sostanza da un modello incentrato sui controlli puntuali a un modello basato sui risultati ai quali legare i finanziamenti della PAC.

Pagamenti diretti, condizionalità, ambiente

La Comunicazione dà ampio spazio al rafforzamento della protezione ambientale e alle azioni per il clima sottolineando la necessità di obiettivi ambientali più ambiziosi rispetto al passato e legati ad un utilizzo efficiente delle risorse.
L’attuale architettura verde della PAC (la cosiddetta componente ambientale vale a dire greening, condizionalità e misure agro ambientali) considerata oggi più gravosa che efficace con un eccessivo onere amministrativo, sarà sostituita da interventi più mirati e flessibili: gli Stati membri potranno scegliere tra una combinazione di misure obbligatorie e volontarie del primo e del secondo pilastro al fine di far rispettare gli obiettivi ambientali. Nei piani strategici potranno essere inseriti anche dei piani di gestione dei nutrienti o incentivi all’agricoltura di precisione nonché una serie di misure ad alto valore aggiunto ambientale.
La nuova condizionalità poggerà su un insieme semplificato di criteri ambientali e climatici ma, nell’ottica di una maggiore sussidiarietà, saranno gli Stati Membri a definire nel dettaglio le pratiche più mirate alle specificità territoriali garantendo che esse siano efficaci nel raggiungimento degli obiettivi concordati.
Centrale rimane comunque il sostegno al reddito degli agricoltori, componente imprescindibile della PAC, ma la Comunicazione mette in evidenza la necessità di una distribuzione più equilibrata del sostegno considerando un livellamento obbligatorio che tenga conto della componente lavoro nonché della regressività dei pagamenti diretti con tagli alle aziende più grandi.

Sviluppo rurale, gestione del rischio, giovani agricoltori

L’orientamento della Futura PAC verso le nuove tecnologie richiede però anche un impegno finanziario considerevole nel caso in cui le sovvenzioni pubbliche non siano sufficienti. In questi termini la Comunicazione sottolinea la necessità di strumenti di finanziamento adeguati e innovativi che tengano conto della specificità delle attività agricola e che possano anche stimolare l’afflusso di capitali privati. Si prevede quindi la creazione di una piattaforma a livello UE sulla gestione del rischio al fine di incentivare lo scambio di esperienze ed avvicinare gli operatori agricoli agli strumenti disponibili.
Nell’ambito dello sviluppo rurale la comunicazione mette in risalto le cosiddette nuove catene di valore rurali che stanno via via emergendo in settori come la bioindustria, la bioenergia, l’economia circolare e l’ecoturismo che rappresentano un’opportunità sia nel diversificare le attività imprenditoriali sia nell’offrire una potenziale crescita in termini di posti di lavoro nelle aree rurali.
Nell’ottica di una maggiore sussidiarietà, al fine di stimolare il ricambio generazionale ed attrarre nuovi agricoltori, potranno essere previsti all’interno dei piani strategici regimi di sostegno su misura per i giovani agricoltori con un sostegno all’avviamento dell’impresa più semplice e ritagliato alle specifiche esigenze Sostegno che potrà essere associato a strumenti finanziari ad hoc cioè più adeguati alle esigenze di investimento dei giovani agricoltori e a profili di rischio più elevati.

Tempistica

Alla comunicazione della Commissione europea seguirà, nei primi mesi del 2018, la valutazione d’impatto sui tre futuri scenari del quadro finanziario pluriennale mentre entro fine maggio verranno pubblicate le proposte su prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE.
Seguiranno, infine, le nuove proposte legislative per arrivare all’approvazione delle stesse nel 2019 e alla loro applicazione nel 2021, anno di inizio della nuova PAC.

Luigi Ottaviani

 
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